PROTOZOI PARLANTI
parole scritte
MONDOLEONE OPVS © 2006
III puntata
Mettiamo che 200.000 anni or sono, nel centro di quello che oggi chiamiamo Africa, un branco di esseri organici animati: scimmioni, forse organizzati in una piccola collettività, magari un maschio e le sue femmine, inaugurarono la parola. Visto che non bastavano le stridi, urli e schiamazzi per relazionarsi con gli altri loro simili o avvertirli dei perpetui pericoli incombenti. Come cantanti lirici, cominciarono a gorgheggiare, e ad ogni suono sempre più modulato, variato di tono, essi attribuivano un concetto mentale, un significato di pensiero, una sorta d' immagine in testa, E appunto, è da quel branco d' africani che tutti prendiamo origine, il tema della mondializzazione, che parrebbe tanto contemporaneo, fa ridere sia polli sia galline.
Il ritorno a quel branco d' africani, sarebbe dovuto essere il proposito del mondo, il motore delle nazioni, delle razze e delle etnie, un branco di planetari a quest' ora saremmo stati, invece che continuare corna a corna e mordersi al collo, sempre come zebre e leoni. Ecco, tutto qui, il parlare, tutto il parlare e nient' altro, ma parlare ben consapevoli di parlare, usare suoni vocali, per tentare di convivere tutt' insieme. Invece l'esatto contrario: parliamo come respiriamo, in automatico, nessuna riflessione sul parlare, mai, né in famiglia, né nelle scuole e tanto meno sui mezzi merdiatici.
E se avessero rafforzato la parola sin dalla notte dei tempi? Oggi, non avremmo: nazioni e tanto meno tensioni, divisioni e separazioni, l' aggressività si stempererebbe in discorso, discorso del e sul perché sento tanta ostilità verso me stesso e l' altro davanti a me. Avremmo ragionato, pensato e riflettuto, sulla scarsezza, la limitatezza e la manchevolezza della nostra vita sul pianeta a cui hanno dato nome Terra. Avremmo visto che la vita è malattia che solo la morte può curare, ma non per questo avremmo smesso di vivere, anzi.
Avremmo fatto a meno delle patologie, infermità, morbi e malattie, minanti le menti, come le grandi illusioni deliranti: religioni, fedi e superstizioni, vuote credenze alienanti. Stracci colorati venerati, pezzi di terra nominati e ossequiati. La fuga psicopatologica 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Hanno fatto tutto per costruire tutto il contrario di un capolavoro.
E che fare ora? Spieghiamoci, tentiamo di spiegarci almeno. Da quando si esce dal ventre della mamma a quando si entra nella tomba, terminando il dramma.
«Sì a Lippi». La giunta esecutiva della Lipu dichiara che daranno la massima collaborazione per quanto riguarda la protezione di Lippi (nella foto) e della sua nidiata (leggi Davide), dicendosi non giustizialisti ma garantisti, ed aggiunge checchi dice che le regole c'erano, dice una sciocchezza, perché mancava la regola per applicare le regole, come dire che se mi butto dal quindicesimo piano, non rincaserò di certo con l'ascensore.